UNA STRANA DOMENICA
28/09/04
A volte può succedere che, quando non telo aspetti, inciampi e fai tre scalini all’ingiù con il rischio di farti del male. Ti distrai un attimo, pensi agli affari tuoi e continui a camminare tranquillo. Ecco, a quel punto arriva la buca che ti fa barcollare.
Questo è successo domenica. Non che la Fiorentina avesse un passo spedito e un incedere sicuro, tutt’altro, però, dopo la dignitosa e sfortunata prova di Roma, dopo la buona gara con il Cagliari e dopo la strenua resistenza all’assedio di Palermo, non si pensava che potesse arrivare una Sampdoria qualsiasi a violare, dopo 36 giornate, il Franchi.
La giornata promette bene, anche oggi non pioverà; lo stadio piano piano si va riempiendo, anche se alla fine rimarranno alcuni settori con i seggiolini esposti al sole, e le curve, colorate e traboccanti come sempre, si fanno sentire. Anche i genovesi sono presenti e sfoggiano i loro vessilli, ma la loro voce è sempre soverchiata dai canti di quelli con le sciarpe viola.
La partita inizia e avverti subito che qualcosa non gira come dovrebbe. La formazione, per cominciare.
Gli infortuni costringono ancora Mondonico a pescare in una rosa dove mancano Dainelli Maggio Maresca e Riganò, rispettivamente, mezza difesa, un terzo del centrocampo e il cento per cento dell’attacco del modulo previsto dal tecnico.
Mondonico pesca e tira su una coppia Delli Carri-Viali che mette paura non appena lo speaker (a proposito a chi piace quel modo di annunciare le formazioni?) pronuncia i loro nomi.
Accanto a loro, uno di qua e uno di là, Ariatti e Chiellini.
Come a Palermo piazza Ujfalusi davanti alla difesa, questa volta indovina la posizione di Jorgensen (che deve stare a sinistra) posiziona Miccoli e Fantini davanti e nel mezzo, a rubare e far gioco Obodo e Piangerelli.
Si parte! I cori iniziano ad alzarsi alti e la Fiorentina parte con il suo solito incedere lento e compassato. Ma ti rendi conto subito che c’è qualcosa che manca: Obodo recupera rincorre e protegge, ma una vota che ha preso il pallone , che sene fa? A chi lo dà? A Piangerelli, è ovvio c’è lui li accanto! Oppure lancia sulla sinistra per il danese: palla persa! Allora si prova a sinistra per Fantini: nulla da fare, anche di li non si passa. Miccoli al centro non si vede, troppo poco spazio per lui fra i difensori avversari. E poi il gol.
Una punizione sulla destra dell’attacco della Samp, una palla in mezzo e Delli Carri pensa: “no no, a questa non salto, salto a quella dopo!” arriva Bazzani e dice: “ovvia, se non salti te, salto io!” e la mette dentro. Siamo al decimo minuto. La Fiesole non si scompone e continua il suo incitamento, nonostante che con il passare dei minuti ti accorgi che la squadra oggi proprio non c’è. La sensazione, la speranza, è quella che qualcuno possa trovare uno spunto, un colpo di fortuna, un qualcosa basta che sia che ci consenta di pareggiare; ciò non avviene e si va al riposo.
Nel secondo tempo la stessa musica: Fantini cala ancora, Nakata… è inutile fargli fare queste figure, Jorgensen … ma siamo sicuri che non ci abbiano venduto un suo lontano cugino?
Portillo viene inserito troppo tardi per poter incidere. A proposito, nel frattempo loro hanno fatto il secondo tiro in porta e, come nel primo tempo, hanno fatto gol.
Niente, questa strana domenica sta finendo, l’unico segno che ha lasciato è la prima sconfitta interna dopo 36 partite; c’è chi dice “meglio così; ci siamo levati il pensiero….” Mah…
La Fiesole, la solita Fiesole, commovente come sempre, cerca di ridare animo a quei ragazzi, alcuni dei quali (Chiellini e Obodo) appaiono addirittura imbarazzati sotto quella curva che canta ancora e, salutando con un applauso, sembrano scusarsi per la prestazione (anche se loro sono stati in meno peggio); altri invece sembra che non sia affar loro e s’infilano veloci sotto il tunnel. Si sente anche qualche isolato fischio: ragazzi non ora, per favore! È presto per contestare! Non c’è nulla da contestare!
La strana domenica è finita. Salutiamo gli amici e tutti pronti per Parma: si va!
STEMATTE